Archivio Opere - Sala VIII

Sala della Tribuna e della scultura del Cinquecento

Antonello Gagini e opere del XVI secolo. Fa da cerniera fra questa sala e la precedente un frammento dell’arco scolpito con Storie di Santa Cristina da Domenico Gagini e Gabriele di Battista (1496-1501) che un tempo ornava la cappella dedicata a quella Santa in Cattedrale. Fu scolpita, insieme agli altri frammenti attualmente in deposito, da Fazio e Vincenzo Gagini, figli di Antonello. Quest’ultimo, figlio di Domenico, è considerato il maggiore scultore del Cinquecento isolano, e a lui è dedicata la sala insieme alla sua maggiore e più nota opera: la Tribuna marmorea un tempo allocata nel presbiterio della Cattedrale e realizzata a partire dal 1510. Essa fu smembrata durante i restauri tardo settecenteschi e molti pezzi andarono inevitabilmente perduti, mentre le statue, di Antonello e dei suoi figli, sono ancora visibili insieme ad alcuni altorilievi in Cattedrale. Qui si possono ammirare alcuni frammenti originali e il modello plastico dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, in scala 1:10, che ne restituisce le forme e i volumi secondo le descrizioni delle fonti e le poche testimonianze grafiche rimasteci. Spicca il rilievo con la Caduta di Cristo durante la salita al Calvario, che è la riproduzione dello Spasimo di Sicilia di Raffaello, allora esistente nella chiesa eponima alla Kalsa ed oggi al Museo del Prado di Madrid. Da questo rilievo, o da quello di medesimo soggetto presente ancora in Cattedrale nella cappella del Crocifisso, prese spunto Giacomo Serpotta per la replica in stucco dell’oratorio del SS. Rosario in Santa Cita (1685-1690).

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