Archivio Opere - Sala III

Sala della Trifora

Opere dalla metà del Quattrocento al XVI secolo.
 
La sala prende il nome dalle straordinaria trifora gotico-flamboyant di derivazione catalana, testimone della origini tardoquattrocentesche del palazzo Arcivescovile.
Questo vano è quello in cui meglio di altri si raggiunge la perfetta sincronia tra contenitore museale e contenuto. Vi sono infatti esposte opere dalla metà del ’400 alla metà del ’500.
A partire dalla seconda parte del XV secolo l’arte siciliana si rinnova gradualmente in senso rinascimentale-manieristico con forti sacche di resistenze goticheggianti presenti fino alle soglie del secolo successivo. Testimoni di questo processo sono, ad esempio, i dipinti del pittore locale Pietro Ruzzolone, autore dei Santi Crispino e Crispiniano e dei Santi Cosma e Damiano, a lui attribuiti, dove persiste il calligrafismo decorativo tipico della culture precedente osservata nella Sala II.
Ben diverso è l’approccio di Vincenzo degli Azani da Pavia, attivo nella prima metà del XVI secolo che è uno dei principali seguaci in Sicilia dei modi di Raffaello. Il busto di Sant’Oliva, più tardo, mostra il persistere di modi e motivi precedenti. Del medesimo contesto culturale sono le suppellettili argentee del ’500 il preziosissimo codice con le pagine miniate del 1452-53 posseduto dall’arcivescovo Simone da Bologna e fino a poco tempo fa esposto in Cattedrale. Queste ultime opere sono visibili nella vetrina dello scalone.

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