Sala Verde - Palazzo Arcivescovile di Palermo

La sala presenta pitture sulla volta che potrebbero risalire al Cardinale Pietro Gravina di Montevago (1816-1830) o al suo predecessore Mons. Raffaele Mormile (1803-1813). Il pavimento fu arricchito intorno al 1950 con parte di un pannello maiolicato napoletano settecentesco proveniente dal convento di S. Chiara di Palermo.
Oggi vi sono riunite in mostra undici opere relative a Santa Rosalia, Patrona di Palermo, provenienti dalle collezioni museali e databili tra il XIII e il XVIII secolo.
Entrando sulla destra si notano subito l'ipotetica prima immagine oggi nota in cui sarebbe ritratta S. Rosalia (XIII secolo) su tavola e il primo ritratto ufficiale su tela, con una bella veduta del porto di Palermo, commissionato dal Senato di Palermo nel 1624 e portato in processione proprio quell'anno. 
Seguono in senso antiorario, tra gli altri, la veduta della Cattedrale prima degli interventi neoclassici con l'inserimento della Cupola, un momento dela processione con l'urna seicentesca della Santa databile alla metà del Settecento, la tela del 1703 dipinta da Giacinto Calandrucci che riprende l'effigie di S. Rosalia come monaca basiliana dalla tavola duecentesca presente in questa sala e il ritratto del Cardinale Giannettino Doria, Arcivescovo di Palermo (1608-1642) che si occupò del ritrovamento delle ossa della futura Patrona di Palermo e del riconoscimento ufficiale.
Sulla parete successiva, al settecento rimandano un commovente ritratto della Santa sullo stile di Luca Giordano, firmato da Nicola Malinconico e una tipica iconografia di S. Rosalia distesa entro la grotta di Monte Pellegrino. Nell'ultima parete sono le settecentesche Comunione di S. Rosalia data a Gaspare Serenario e Incoronazione di S. Rosalia di Vito D'Anna.