Presentazione del volume "Il restauro del monumento Gravina Bonanno di Montevago nel camposanto di S. Orsola a Palermo"

Il giorno 7 dicembre 2013 alle ore 11:00, nella chiesa di S. Spirito presso il cimitero di S. Orsola, si presenta il volume "Il restauro del monumento Gravina Bonanno di Montevago nel camposanto di S. Orsola a Palermo", di Pierfrancesco Palazzotto e Mauro Sebastianelli, ottavo numero della collana "Museo Diocesano di Palermo. Studi e restauri".
 
Il dott. Francesco Di Paola, presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Camposanto di S. Spirito, e mons. Giuseppe Randazzo, direttore del Museo Diocesano di Palermo, saluteranno i presenti che assisteranno agli interventi dei proff. Maria Giuffrè, ordinario di Storia dell'Architettura, e Franco Tomaselli, ordinario di Restauro, all'Università di Palermo, alla presenza di S.E. Mons. Carmelo Cuttita, Vescovo Ausiliare di Palermo.
 
Il volume nasce dagli studi condotti dagli autori durante le operazioni di restauro del monumento funebre sito nel viale principale del camposanto.

Alla Fondazione Camposanto di S. Spirito si deve il merito di avere intrapreso una strada volta anche al recupero e valorizzazione dei principali monumenti presenti in quello che è uno dei principali cimiteri storici della città.
 
Il monumento Gravina Bonanno, realizzato nel 1855 (come si evince dai nuovi documenti pubblicati da Pierfrancesco Palazzotto), è uno dei più antichi presenti a Palermo in cimiteri cittadini e conferma la tendenza delle principali famiglie aristocratiche palermitane a seppellire e commemorare i defunti nei camposanti anziché nelle antiche cappelle di famiglia chiese palermitane.
 
I Gravina di Montevago erano un'illustre stirpe tra cui si erano distinti i fratelli cardinal Pietro (arcivescovo di Palermo dal 1816 al 1830), mons. Berengario (canonico di Monreale, cappellano di S.M. e arcivescovo di Militene), mons. Michele (canonico di Monreale) e il generale Federico, eroe della battaglia di Trafalgar contro Orazio Nelson, da cui fu sconfitto. A palazzo Pretorio di Palermo si trovano un gruppo di armi da parata donate al generale da Napoleone Bonaparte.
 
Tutti questi erano gli zii acquisiti di Giuseppa Bonanno, nata principessa di Cattolica e moglie del principe Salvatore Gravina e Grifeo, che in breve tempo perse le sue care figliole e l'ultima erede della dinastia, Pellegra, stroncata appena diciassettenne dal colera che infestava Palermo nel 1837.
 
Questo è il dramma in cui si innesta la commissione di una sorta di tempio-cappella alla memoria delle giovane defunta, affidato all'architetto Emmanuele Palazzotto (1798-1872), già autore per il cardinal Pietro del gruppo neogotico di campanili sul palazzo Arcivescovile di Palermo (1826-1835) e, soprattutto, della Chiesa Madre di Montevago, distrutta dal terremoto del 1968.
 
L'opera, tempio distilo dorico-siculo, come il portico del palazzo delle Finanze di Palermo, sempre del Palazzotto (1840-44), fu però messa in opera da un nobiluomo "dilettante di architettura", che stranamente si impegnò in un vero e proprio lavoro, cosa certo non comune per i tempi. Si trattava di Giuseppe Monroy conte di Ranchibile (1816-1885), proprietario della villa omonima palermitana.
 
Un'opera riconquistata, tramite il restauro di Mauro Sebastianelli che ha consentito salvare il monumento che si trovava in gravissime condizioni statiche.

L'operazione rientra nell'ammirevole politica culturale della Fondazione Camposanto di S. Spirito volta al recupero delle principali tombe monumentali del cimitero, sedi di un patrimonio storico e artistico per la città.
 
In questi giorni, per iniziativa della Fondazione stanno per iniziare i lavori di restauro della tomba Lancia di Brolo, splendida opera scultorea della seconda metà del XIX secolo, creata da un'altra illustre famiglia che ha onorato la città di Palermo.

Info su fb (Museo Diocesano di Palermo Mudipa)


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