Nuova luce al Museo Diocesano di Palermo per il Ruolo dei confrati defunti dipinto da Antonio Veneziano nel 1388
All’interno del Museo Diocesano di Palermo si sono concluse le operazioni per il recupero del Ruolo dei confrati defunti dipinto nel 1388 da Antonio di Francesco da Venezia, detto Antonio Veneziano, facente parte della collezione museale e proveniente dalla chiesa della confraternita di S. Nicolò lo Reale di Palermo. Dalla stessa chiesa, oggi chiusa al culto, e con la medesima illustre committenza, proviene al Museo Diocesano di Palermo un altro fondo oro altrettanto significativo, l’Incoronazione della Vergine tra i Santi Giovanni Battista e Nicola di Bari dipinta dal cosiddetto Maestro delle Incoronazioni nel 1419.
L’attività di ricerca e restauro, svolta secondo i più aggiornati e rigorosi criteri scientifici, ha previsto una campagna diagnostica e conoscitiva, condotta grazie alla collaborazione dell’Università di Palermo e di altri istituti nazionali di ricerca, utile ad acquisire fondamentali dati scientifici per meglio comprendere le tecniche esecutive e i materiali costitutivi impiegati dall’artista. Questa fase analitica è stata indispensabile in quanto permette una reale conoscenza dell’opera e si è rivelata determinante per un efficace intervento di restauro che prevede, quindi, anche la redazione di una documentazione grafica, schedografica e fotografica. Particolare attenzione è stata rivolta allo studio della lavorazione incisoria della lamina d’oro per giungere ad una catalogazione tecnica dei ceselli e dei punzoni solitamente impiegati dall’artista. Ciò costituirà il primo passo per uno studio più completo sul corpus pittorico dello stesso artista.
L’intervento è stato effettuato da Mauro Sebastianelli, consulente per la conservazione ed il restauro delle collezioni del Museo Diocesano di Palermo, con la direzione dei lavori di Maria Concetta Di Natale, curatrice scientifica del museo, e con l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Palermo.
Il restauro si è reso possibile per il contributo di “Le musée de la Corse - musée régional d’Anthropologie de la Corse”, finalizzato all’esposizione dell’opera da giugno a dicembre 2010 alla mostra Les confréries de Corse: une société idéale en Méditerranée.
L’opera è stata ricollocata nella sala II del museo dove è visibile in attesa di essere inviata in Corsica per la mostra.