Il Museo di Santa Rosalia: una nuova sezione dedicata a Santa Rosalia nel sito del Museo Diocesano di Palermo

In  occasione dei festeggiamenti annuali per Santa Rosalia, Patrona di Palermo, il Museo Diocesano di Palermo, con la fattiva collaborazione della Serverstudio srl,  mette on line sul sito del museo stesso (www.museodiocesanopa.it)  una nuova sezione dal titolo: “Immagine di Santa Rosalia. Itinerario artistico per le chiese di Palermo”.

Si tratta di una ricerca in corso d’opera che individuerà tutte le immagini della “Santuzza” di rilevanza storico-artistica esistenti nelle chiese del Centro Storico di Palermo e alcune zone limitrofe. In seguito la zona geografica sarà estesa.

La mappatura, a cura di Pierfrancesco Palazzotto, che ha preso le mosse dagli studi di mons. Paolo Collura, già direttore del Museo Diocesano, e di Maria Concetta Di Natale, è finalizzata ad una prossima pubblicazione e alla valorizzazione del museo diffuso dell’Arcidiocesi di Palermo, che prenda le mosse dal Museo Diocesano e si diffonda sul territorio. A tal fine mira anche la sezione del sito dedicata alle chiese di Palermo.

Le pagine sono un work in progress, per cui si invitano gli utenti a correggere eventuali errori, disattenzioni, e, soprattutto, a segnalare integrazioni alla e-mail museo@diocesipa.it

Cliccando sull’icona di una qualunque chiesa inserita si potrà verificare la consistenza di questo museo virtuale dedicato a Santa Rosalia attraverso la pittura, la scultura o le arti decorative. Una maschera di ricerca agevolerà la navigazione.


Già da queste prime iconografie proposte si può notare come nel corso del tempo siano stati coinvolti alcuni tra i maggiori artisti operanti in Sicilia al fine di definire in maniera appropriata la figura della Santa che appare, di volta in volta, bruna o bionda o ramata, come ben si addiceva ad una santa di origine normanna. Possono incontrarsi quindi i nomi di pittori come Vincenzo La Barbera, Antonio Grano, Antoon van Dyck, Carlo Maratti, Nicola Malinconico, Gioacchino Martorana, Gaspare Serenario, Vito D’Anna; scultori come Bartolomeo Travaglia, Gaspare Guercio, Valerio Villareale, Giovan Battista Ragusa, Procopio Serpotta ed altri ancora.


La prima opera che raffigurerebbe Santa Rosalia è la tavola pseudo medievale, data tradizionalmente al XIII secolo, ove appare in abiti da monaca Basiliana. Dalla suddetta immagine furono tratte diverse repliche con varianti, a partire dalla tela di Giacinto Calandrucci del 1703, voluta dalla Badessa del Monastero del SS. Salvatore di Palermo, dove era una cappella dedicata, e passando per l’analoga pittura che si vede nella cappella di S. Rosalia all’interno della chiesa del Gesù a Casa Professa. Altra fondamentale immagine è pure esposta al Museo Diocesano e si tratta del primo ritratto ufficiale della Santa commissionato dal Senato di Palermo al pittore termitano Vincenzo La Barbera e portato in processione nel 1624. Di poco successive sono un’altra tela del La Barbera per la chiesa di S. Anna la Misericordia di Palermo e  la straordinaria opera di Antoon Van Dyck per l’oratorio del Rosario in S. Domenico, la prima di una lunga serie di omaggi del pittore fiammingo alla Vergine palermitana, oggi sparsi per il mondo.

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