Il Mudipa espone il modello ligneo di G.V. Marvuglia per il rivestimento neogotico della cupola della Cattedrale di Palermo.

Il Museo Diocesano di Palermo contribuisce alle celebrazioni per il bicentenario della morte di Giuseppe Venanzio Marvuglia (1729-1814) in sinergia con la Galleria Regionale di Palazzo Abatellis di Palermo.

Il Mudipa mette in mostra il modello ligneo policromo che fu realizzato per ordine del re Ferdinando IV di Borbone in seguito ai restauri della Cattedrale che proposero all'esterno la discordante cupola barocca secondo il progetto di Ferdinando Fuga.

                         

Intorno al 1802 l'architetto Regio G.V. Marvuglia, con la probabile collaborazione del figlio Alessandro Emmanuele (1771-1845), elaborò un archetipo di gusto neomedievale, unendo elementi architettonici locali da monumenti normanni, trecenteschi e quattrocenteschi, per uniformare gli esterni della Cattedrale.
Il progetto non ebbe seguito ma scatenò un dibattito che perdurò per tutto l'Ottocento e per la prima parte del Novecento.

L'opera è oggetto di restauro come tesi di laurea del corso in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Palermo e sarà esposta definitivamente con il nuovo allestimento museale curato dal vicedirettore Pierfrancesco Palazzotto.

L'esposizione temporanea al Mudipa del modello ligneo, durante il restauro, si pone ad ampliamento della mostra "Omaggio a Giuseppe Venanzio Marvuglia architetto (Palermo 1729-1814)", curata da Pierfrancesco Palazzotto presso la Galleria Regionale di Palazzo Abatellis di Palermo (16 dicembre 2014 - 25 gennaio 2015), che intende ricordare, nel bicentenario della morte, uno dei principali architetti siciliani di età moderna, nonché uno dei più rappresentativi del Neoclassicismo in Italia.

 
                     


Marvuglia, attivo tra Sette e primo Ottocento, si distingue per la formazione romana presso l'Accademia di San Luca tra il 1755 e il 1759, nella cui sede vinse il secondo premio al Concorso Clementino di Architettura del 1758, primo degli italiani. Al ritorno a Palermo attraversò il tardo barocco locale adeguandolo e riformandolo alla luce del nuovo gusto neoclassico e riuscendo persino ad accedere a un certo romanticismo neostilistico, con interventi neogotici tra i primi in Italia, probabilmente anche per la collaborazione con il figlio Alessandro Emmanuele (1771-1845).

L'architetto fu tra i più richiesti dalla committenza religiosa e aristocratica a Palermo con opere di grande qualità e raffinatezza compositiva e formale. Basti ricordare l'elegante Oratorio di San Filippo Neri all'Olivella (1763-1769), uno dei primi interventi profondamente neoclassici in Sicilia, l'ampliamento del monastero di San Martino delle Scale (dal 1772), la villa Villarosa a Bagheria (1763-1769); i palazzi Ventimiglia di Belmonte-Riso (1777-1784); Ventimiglia di Geraci (1781-1789); Costantino, Villadorata-Galati, Villarosa ai Quattro Canti di campagna (dal 1787 circa), Santo Stefano della Cerda, la villa Ventimiglia di Belmonte all'Acquasanta (1799-1808).

Come architetto regio gli si devono, tra le altre cose, la Reale Casina alla Cinese (1799-1808), la palazzina Reale di Caccia della Ficuzza (dal 1802) e la direzione dei lavori di restauro della Cattedrale (dal 1781), quale assistente dell'architetto Salvatore Attinelli. Dunque non è ancora chiara la sua responsabilità personale nelle scelte progettuali.
A Marvuglia, peraltro, si deve l'unica ricostruzione planimetrica dello stato della Cattedrale precedente agli interventi di restauro, senza la quale oggi non ne conosceremmo l'antico assetto.

Si ricordano, infine, la prestigiosissima ammissione nell’Accademia di Francia (1805) e l'attività presso la cattedra di Geometria Pratica ed Architettura Civile ed Idraulica dell'Università di Palermo (dal 1799 circa) che ne fecero il maestro reale e sostanziale degli architetti palermitani del XIX secolo.

La mostra all'Abatellis presenta una selezione di circa 30 disegni – in gran parte esposti per la prima volta a Palermo – dal 1755 al 1808 circa, che individuano, in ordine cronologico-tematico, parte della sua ricchissima produzione. Essi sono oggi conservati in parte presso il Gabinetto di Disegni e Stampe della Galleria Regionale di Palazzo Abatellis e principalmente nell'Archivio Palazzotto di Palermo, in seguito al legame professionale tra gli architetti Marvuglia e gli architetti Palazzotto.

L'esposizione prende le mosse dalla formazione a Roma, con alcuni rari disegni elaborati a San Luca, incluse le bozze del suo progetto per il Concorso Clementino del 1758. Prosegue, quindi, con l'attività palermitana, a partire dalla committenza ecclesiastica (l'Oratorio dei Filippini, la chiesa di Sant’Ignazio all'Olivella e la chiesa di San Francesco di Sales, in collaborazione con il fratello Salvatore, sacerdote e architetto). Alla committenza aristocratica si riferiscono i disegni per palazzo della Cerda (che segnava i Quattro Canti di campagna, oggi palazzo Tagliavia) e per il prospetto della sede della Regia Università. All'importante committenza reale rimanda anche il ricco apparato della Casina alla Cinese nella Favorita di Palermo, il disegno di rivestimento per la cupola della Cattedrale di Palermo e il progetto per il Casino di Caccia della Ficuzza. 

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