Conclusa una parte del riallestimento, da martedì 9 ottobre il Museo Diocesano di Palermo ha riaperto alla pubblica fruizione il

Conclusa una parte del riallestimento, da martedì 9 ottobre il Museo Diocesano di Palermo ha riaperto alla pubblica fruizione il seminterrato, il piano nobile le prime tre sale del pianterreno, da martedì a domenica ore 9:30-13:30.
 
Durante questi ultimi mesi i lavori di sistemazione di alcuni locali del Museo Diocesano di Palermo, curata  dalla Soprintendente ai BB.CC.AA. di Palermo, arch. Lina Bellanca, sono proseguiti e quasi compiuti. 
 
Nelle more del completamento di tutti gli interventi, il Museo Diocesano inizia ad aprire alcune delle sale solo parzialmente riordinate e altre con nuove opere esposte, secondo il progetto del curatore prof. Pierfrancesco Palazzotto, vicedirettore del Museo. 
 
Tra le sale rinnovate è compresa la sala della Trifora, da oggi rinominata Sala delle Croci. Vi si sono raccolti, infatti, opere d’arte che prendono spunto dall’evanescente sinopia con La Salita di Cristo al Calvario ritrovata durante i restauri della sala di molti anni fa. 
 
Oltre alla Croce dipinta di fine ‘300, proveniente dal Collegio S. Rocco e di recente corredo del palco per Papa Francesco al Foro Italico di Palermo, e alla Croce astile argentea tardo quattrocentesca di papa Sisto V, dono del Cardinale Pappalardo, si sono aggiunte la Croce dipinta quattrocentesca fino a ieri esposta nella sala Fondi oro, un pregevole Crocifisso ligneo del quinto decennio del XV secolo, proveniente dall’oratorio di S. Vito e mai esposto, il Crocifisso in cartapesta dei primi anni del XVI secolo, proveniente dalla chiesa di S. Nicolò lo Gurgo, sempre di Palermo e, nell’ambito della Passione, un Compianto di Cristo morto scolpito in pietra da artista centro europeo della fine del XV secolo, un altro soggetto analogo dipinto su tavola dei primi anni del XVI secolo e un Calice d’argento con una Pietà a sbalzo della metà del XVI secolo, anch’esso dono del Cardinale Pappalardo.

Riaperto anche il seminterrato con il Laboratorio Didattico e la sala archeologica in sistemazione, mentre è stata riallestita la sala delle Arti decorative barocche con l’esposizione di tutti i mattoni di censo in ceramica maiolicata sei-settecentesca che si conservavano nei depositi del Museo, parte della collezione di mons. Lagumina, pure esposta nel Tesoro della Cattedrale di Palermo. 

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