Il Palazzo Arcivescovile di Palermo


Il palazzo Arcivescovile fu voluto dall’arcivescovo Simone Beccadelli di Bologna (1445-1465) nella metà del XV secolo, in sostituzione del più antico edificio che stava alle spalle della Cattedrale.

Della costruzione quattrocentesca, addossata al torrione medievale, si ammirano ancora oggi l’elegante trifora gotico-fiammeggiante e il portale gotico-catalano di ascendenza napoletana, ove è scolpito lo stemma del fondatore. Tra il Cinquecento e il Seicento il palazzo venne ampliato in maniera consistente, anche ad opera del cardinale arcivescovo genovese Giannettino Doria (1608-1640), con la realizzazione del primo ampio cortile e dei balconi sul piano della Cattedrale che sostituirono l’antico loggiato.

Nei secoli successivi l’edificio subì altre importanti trasformazioni soprattutto negli interni che divennero tra i più fastosi di Palermo anche per il ruolo politico che spesso assumeva l’arcivescovo della città come temporaneo Presidente del Regno.
Rimangono oggi parti del ciclo di affreschi, realizzati tra il 1733 e il 1734 dal fiammingo Guglielmo Borremans per volere dell’Arcivescovo Matteo Basile (1731-1736), e le pitture del romano Gaspare Fumagalli e seguaci, su committenza dell’arcivescovo napoletano Serafino Filangieri (1762-1776), che coprirono le volte e le pareti del palazzo con splendide finte prospettive.

Nel XIX secolo gli ambienti vennero nuovamente modificati secondo il gusto del tempo e così le pitture barocche furono in parte eliminate e sostituite con nuove decorazioni come quelle a tempera che si vedono sui soffitti dei saloni Verde, Giallo e Azzurro, realizzati per conto dell’arcivescovo Giovan Battista Naselli (1853-1870).

Nel XX secolo, per disposizione del cardinale arcivescovo Salvatore Pappalardo (1970-1996), i saloni di rappresentanza su via Matteo Bonello sono stati destinati a sede del Museo Diocesano in sostituzione di quelli dell'intero secondo piano fin dal 1927 occupati da questa istituzione. Questi ambienti sono attualmente in restauro a cura della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo.
 
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